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Angelo Leogrande- L'Utilizzo dei Big Data nell'HR Management
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Analisi dell'articolo intitolato "A Data-Driven Approach to Identifying — and Retaining — Top Employees" di Kon Leong del 14 Maggio 2021 pubblicato nell'interno dell'HBR.
Le aziende hanno la possibilità di utilizzare i dati dei dipendenti per migliorare il processo di hiring e di management dei talenti. Gli autori suggeriscono di utilizzare i big data raccolti attraverso le piattaforme di collaborazione online e generati in connessione dello smartworking per valutare i lavoratori e verificare che se essi siano allocati efficientemente nell’interno della struttura organizzativa aziendale. Infatti, l’analisi dei dati può dare origine a dei fenomeni di individuazione di tema leaders, di talenti o di veri e propri esperti in talune aree e settori che possono essere efficacemente promossi verso attività e ruoli più confacenti alle loro caratteristiche espresse.
Ovviamente nell’interno delle strutture organizzative aziendali esiste una dimensione informale ed una dimensione formale. La struttura organizzativa formale e quella informale non necessariamente coincidono e chiaramente possono dare origine ad un rapporto dinamico che le imprese devono prendere in considerazione se vogliono migliorare l’organizzazione esplicitata rispetto a quelle che sono le potenzialità messe in risalto dalla struttura organizzativa implicita. Infatti grazie ai dati è possibile fare in modo di preferire le promozioni interne alla struttura organizzativa aziendale rispetto a quelle che sono le acquisizioni di capitale umano dall’esterno. Gli autori dimostrano che le promozioni interne risultano essere del 60% più efficaci rispetto alle assunzioni di esterni.
Tuttavia, vi sono dei rischi nell’utilizzo dei dati essi consistono sia nella privacy che nel rischio da parte dell’organizzazione di preferire la dimensione del controllo alla dimensione della produzione. La dimensione etica e l’orientamento alla produttività dovrebbero essere le due leve attraverso le quali applicare l’utilizzo dei dati all’HR management. Occorre quindi che le aziende siano attente nell’utilizzo dei dati per evitare di cadere nella trappola di preferire il controllo dei dipendenti alla produzione di valore aggiunto.
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Le aziende hanno la possibilità di utilizzare i dati dei dipendenti per migliorare il processo di hiring e di management dei talenti. Gli autori suggeriscono di utilizzare i big data raccolti attraverso le piattaforme di collaborazione online e generati in connessione dello smartworking per valutare i lavoratori e verificare che se essi siano allocati efficientemente nell’interno della struttura organizzativa aziendale. Infatti, l’analisi dei dati può dare origine a dei fenomeni di individuazione di tema leaders, di talenti o di veri e propri esperti in talune aree e settori che possono essere efficacemente promossi verso attività e ruoli più confacenti alle loro caratteristiche espresse.
Ovviamente nell’interno delle strutture organizzative aziendali esiste una dimensione informale ed una dimensione formale. La struttura organizzativa formale e quella informale non necessariamente coincidono e chiaramente possono dare origine ad un rapporto dinamico che le imprese devono prendere in considerazione se vogliono migliorare l’organizzazione esplicitata rispetto a quelle che sono le potenzialità messe in risalto dalla struttura organizzativa implicita. Infatti grazie ai dati è possibile fare in modo di preferire le promozioni interne alla struttura organizzativa aziendale rispetto a quelle che sono le acquisizioni di capitale umano dall’esterno. Gli autori dimostrano che le promozioni interne risultano essere del 60% più efficaci rispetto alle assunzioni di esterni.
Tuttavia, vi sono dei rischi nell’utilizzo dei dati essi consistono sia nella privacy che nel rischio da parte dell’organizzazione di preferire la dimensione del controllo alla dimensione della produzione. La dimensione etica e l’orientamento alla produttività dovrebbero essere le due leve attraverso le quali applicare l’utilizzo dei dati all’HR management. Occorre quindi che le aziende siano attente nell’utilizzo dei dati per evitare di cadere nella trappola di preferire il controllo dei dipendenti alla produzione di valore aggiunto.
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