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Al via ieri la 58esima edizione di Vinitaly, che si concluderà il 15 aprile a Veronafiere. ANCHE QUEST'ANNO SAREMO OSPITATI NELLO STAND DI PASQUA VINI , PADIGLIONE 5 , STAND E4.
La fiera si rafforza sotto tutti i punti di vista, dagli spazi dedicati all'enoturismo a quelli per i distillati, passando dai No-Lo. Tutto dedicato in primis ai circa mille top buyer internazionali attesi da 70 Paesi (selezionati insieme a Ita-Italia Trade Agency), che vedono in testa Usa (a dimostrazione che al di là della turbativa dazi sul mercato, l interesse per i vini italiani resta alta) e Canada (che registra un exploit con una trentina di top buyer in più rispetto al 2025). È stato poi potenziato l'ingaggio della domanda asiatica guidata dalla Cina, ma con accrediti in crescita da India, Giappone, Thailandia, Vietnam. Tra le piazze più dinamiche dell'America Latina ci sono Brasile (notizia positiva in ottica Mercosur) e Messico. In crescita anche l'Africa, senza dimenticare la centralità dell'Europa. L'offerta è invece rappresentata da circa 4mila aziende del Made in Italy enologico e un palinsesto di oltre cento eventi tra degustazioni, talk e focus. Passano a trovarci nei nostri studi al Vinitaly: Federico Bricolo, il presidente di Veronafiere, Matteo Zoppas, presidente ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, Luca Zaia, Presidente del Consiglio regionale Veneto, Riccardo Pasqua, Amministratore Delegato Pasqua Vini e Piero Mastroberardino, vice presidente Federvini.
Giovani, famiglie con figli e operai: i più esposti al rischio inflazione
Secondo l'Istat, queste voci nel 2024 assorbono il 42,3% dei consumi medi delle famiglie, ma superano il 45% nei nuclei più vulnerabili e arrivano al 52% per chi è in cerca di lavoro, con un incidenza più alta nelle regioni del Sud e in Piemonte. L'andamento dei prezzi resta legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno riportato al centro gli shock energetici: a marzo l'inflazione è salita dello 0,5% mensile e dell'1,7% annuo, trainata dalla risalita degli energetici e degli alimentari. Dal 2019 al 2024 il peso delle spese essenziali è aumentato, ampliando le differenze tra famiglie e colpendo soprattutto giovani single, coppie con tre o più figli e nuclei con difficoltà occupazionale. Risultano invece meno esposte le coppie senza figli, a prescindere dall età, e le persone sole over 65, che presentano spese mediamente più basse e minori esigenze per trasporti e alimentari, oltre alle famiglie residenti nei centri delle grandi aree metropolitane, dove redditi più elevati consentono una maggiore quota di consumi non essenziali. Approfondiamo il tema con Cristiano Dell'Oste Il Sole 24 Ore.
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