In Israele il tema della sopravvivenza dello Stato è centrale: dalla nascita nel 1948 il Paese ha combattuto diverse guerre percepite come esistenziali. Questo sentimento affonda le radici anche nella storia del Novecento e della Shoah, quando molti ebrei liberati dai campi non avevano più una casa a cui tornare. Episodi come il campo per sfollati di Bergen-Belsen o il pogrom di Kielce raccontano quanto fosse fragile la condizione degli ebrei anche dopo la guerra. È anche per questo che oggi Israele combatte in Iran per obiettivi diversi da quelli degli Stati Uniti. Ma perché? Ne parlo con Giuseppe Dentice.
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